mercoledì 27 agosto 2014

FIRST AID

Questa è una breve guida destinata al riconoscimento di problemi che si possono verificare dopo l’assunzione di stupefacenti. Ricorda di restare tranquillo e di chiedere aiuto immediatamente. È importante sapere come prestare soccorso per ridurre il rischio di complicazioni.
Sii sempre disponibile ad aiutare le persone in difficoltà. La paura peggiora tutti gli altri sintomi. Oltre che prestare soccorso porta anche conforto empatico. Cerca di superare eventuali timori di contatto e sentimenti d’indifferenza quando si tratta di un’emergenza; un giorno o l’altro potresti trovarti tu nella stessa situazione.
  • Resta tranquillo.
  • Rimani vicino alla persona che non sta bene cercando di mantenerla cosciente.
  • In caso d’emergenza, un’altra persona deve occuparsi di chiamare dei soccorsi o il medico di picchetto (tel. 118).
  • Fai i primi soccorsi prima dell’arrivo del medico.
  • Parla con il medico e digli quali sostanze sono state consumate. Non preoccuparti, il medico è tenuto a mantenere il segreto professionale e queste informazioni sono indispensabili per essere soccorsi in modo adeguato. Se sei ancora in possesso della sostanza consumata, consegnala ai paramedici in modo da poter essere soccorso nel modo più adeguato.
Cosa fare in caso d’emergenza?
Se sei in una discoteca chiedi immediatamente aiuto. Insisti nel domandare assistenza e fai in modo che il personale capisca la gravità della situazione: se necessario chiedi di parlare con il gestore della discoteca. Può succedere che i responsabili dei locali non prestino la dovuta attenzione; in tal caso non esitare a chiamare tu stesso un’ambulanza (tel. 118). Se sei a conoscenza delle droghe che sono state assunte dalla persona che sta male, informa il servizio paramedico non appena arriva sul posto. Ogni informazione può essere di massima importanza.
Se una situazione del genere dovesse capitare mentre tu e i tuoi amici state tornando a casa, non esitare a chiedere aiuto. Fornisci sempre il maggior numero di informazioni possibili ai paramedici.
Sulla pista da ballo. È facile, quando sei sotto l’effetto di sostanze psicoattive, non renderti conto dei sintomi di un collasso causato da sforzo eccessivo e dal caldo. Il rischio di svenimenti e blackout è tuttavia elevato. Se inizi ad avvertire sensazioni di malessere quali nausea, capogiri, stanchezza improvvisa, mal di testa o crampi è importante prendersi un attimo di pausa. Altri sintomi possono includere difficoltà nell’urinare, colorazione scura delle urine e mancata sudorazione, nonché difficoltà respiratorie.
Nel caso avverti la presenza di uno di questi sintomi devi immediatamente prenderti un momento di pausa e rilassarti per fare in modo che il tuo corpo si rigeneri. Bevi, sorseggiando, dell’acqua (ricorda che l’assunzione rapida di liquidi può avere anch’essa effetti collaterali). Per evitare disidratazione è consigliato assumere liquidi (bevande non alcoliche! L’alcol infatti favorisce la disidratazione) ogni mezz’ora.
Colpo di calore. Se ti accorgi che un tuo amico ha la testa arrossata e accaldata, la pelle molto calda, il polso fortemente accelerato, nausea e mal di testa, presenta i sintomi di un colpo di calore. Porta l’amico infortunato in un posto tranquillo e all’aria fresca. Stendilo in modo che la testa risulti sollevata e resta con lui. Se la persona è in grado di reagire offrile una bibita vitaminica o minerale. Non somministrare altri alimenti! Informa il pronto soccorso (tel. 118) su ciò che la persona infortunata ha consumato. Eventualmente stendile un panno umido sulla fronte.
Horror trip, bad trip, attacchi di panico e stati d’angoscia. L’”horror trip” è una brutta esperienza legata all’assunzione di sostanze psichedeliche. Si può verificare sia da subito, che alcune ore dopo i primi effetti. Si comincia ad andare in paranoia ci si sente agitati, angosciati, e non si riescono più a gestire le proprie azioni. Tutto ciò può essere relativamente di bassa intensità, ma può diventare un vero incubo, con crisi di panico e psicosi. Solitamente quando gli effetti della droga svaniscono anche l’angoscia se ne va, ma purtroppo il cattivo viaggio può diventare un vero trauma in grado di scatenare fobie, stati confusionali e angosce durature.
Le cause di un “bad trip” possono dipendere da più fattori: prima di tutto dalla qualità e quantità della sostanza assunta (“drug”). Ma spesso la colpa è della paura che può insorgere durante la salita dell’allucinogeno (“set”). Per evitare il panico, devi accettare la trasformazione del tuo stato, non difenderti, piuttosto accompagna l’effetto della sostanza.
Non abbandonare mai una persona in uno stato del genere! Accompagnala all’aria aperta e cerca di farle bere un po’ d’acqua fresca. Mantieni un contatto fisico. Cerca di scoprire che tipo di sostanze ha consumato. Se lo stato non migliora, allerta il servizio di pronto soccorso o l’ambulanza (tel. 118). Cerca di trasmetterle un senso di sicurezza e di amicizia, parlale serenamente e tenta di tranquillizzarla con pensieri positivi.
Volto cinereo, respirazione irregolare, incomunicabilità, polso debole. Rimani sempre vicino alla persona intossicata! Cerca di tenerla sveglia dicendole di tenere aperti gli occhi, di respirare lentamente e profondamente, pizzicale le guance, cerca di tranquillizzarla parlandole con calma e in modo affettuoso. Tienila al caldo. Se la persona infortunata si riprende, non darle né da bere né da mangiare.
Choc. Sotto choc il polso è rapido e debole, il volto cinereo, si suda freddo, ci si sente agitati, disorientati e si avverte una forte nausea. Se una persona presenta questi sintomi, falla sdraiare sulla schiena, controlla la sua respirazione, il suo polso e il suo stato di coscienza. Non dare da bere o da mangiare alla persona che ha perso conoscenza.
Perdita dei sensi. Controlla il battito cardiaco, la respirazione e adagiala in posizione di decubito laterale L'infortunato va posto sdraiato su un fianco, con una gamba stesa e una piegata, in modo da assicurare stabilità ed evitare che possa rotolare. La testa va adagiata su un lato in modo da agevolare la respirazione e permettere al vomito di defluire senza ostruire le vie respiratorie. Stai con la persona finché arrivano i primi aiuti e non spostarla dalla posizione di sicurezza.

SAFER DANCING

Se hai intenzione di folleggiare fino a tardi, ricorda di non strafare! Non appena avverti i primi sintomi di affaticamento prenditi una pausa e trovati un posto tranquillo per recuperare le forze. Bevi molta acqua e rinfrescati il viso e il collo per tenere la temperatura corporea bassa.
  • Prenditi una boccata d’aria ma evita di uscire svestito se la temperatura è bassa. Questo può provocare uno choc. Ricordati di indossare qualcosa di caldo.
  • Se ti accorgi che un tuo amico ha la testa arrossata e accaldata, la pelle molto calda, il polso fortemente accelerato, nausea e mal di testa, presenta i sintomi di un colpo di calore. Porta l’amico infortunato in un posto tranquillo e all’aria fresca. Stendilo in modo che la testa risulti sollevata e resta con lui. Se la persona è in grado di reagire, offrile una bibita vitaminica o minerale. Non somministrare altri alimenti! Chiama soccorso (tel. 118) su ciò che la persona infortunata ha consumato. Eventualmente stendile un panno umido sulla fronte.
  • Se sei in compagnia di qualcuno che, dopo aver preso droghe, comincia ad avere un “horror trip”, avere attacchi di panico o di ansia, porta il tuo amico lontano da forti luci e rumori, in un luogo tranquillo. Parla con lui e cerca di rassicurarlo. Offrigli dell’acqua o del tè. Se la situazione dovesse peggiorare, chiama subito l’ambulanza (118)        
  • È importante ricordare che ogni persona reagisce in modo diverso dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti e che il policonsumo delle stesse può causare reazioni inaspettate o portare, nei casi più gravi, all’overdose. Alcune persone possono assumere quantità importanti di droghe senza avvertire alcun tipo di malessere, ad altre basta poco per stare male.
  • Dopo una lunga notte è importante fare in modo di recuperare le forze. Fumare erba nel tentativo di calmare gli effetti di altre droghe come l’ectsasy, può far aumentare il senso di ansia e paranoia e peggiorare la situazione.
  • Ricorrere all’uso di calmanti come il Valium o il Termazepam è rischioso in quanto si tratta di medicamenti che causano un’elevata dipendenza fisica soprattutto tra coloro che consumano regolarmente alcol o altre droghe.
  • Nemmeno l’uso di alcol è indicato per calmare stati di ansia. L’alcol può rendere il recupero più lento e causare maggior malessere il giorno successivo. È consigliato bere bevande analcoliche che favoriscono la reidratazione corporea e la ripresa fisica. Mangia bene e rilassati.
  • Il giorno dopo una notte intensa cerca di riposarti, mangiare bene e lascia che il tuo corpo si rigeneri. Gli effetti di alcune droghe possono persistere anche nei giorni successivi. Alcune persone possono sentirsi disorientate, stanche, irritabili e persino ansiose e paranoiche.
  • Il giorno dopo una notte intensa cerca di riposarti, mangiare bene e lascia che il tuo corpo si rigeneri. Gli effetti di alcune droghe possono persistere anche nei giorni successivi. Alcune persone possono sentirsi disorientate, stanche, irritabili e persino ansiose e paranoiche.

    INFORMAZIONI PER GLI UOMINI

    Non esistono ricette miracolose per passare un buon fine settimana.
  • Consumare qualsiasi tipo di droga comporta dei rischi. Se decidi di consumare degli stupefacenti, osserva le regole del “safer use” per limitare i danni alla tua salute.
  • Il generale consumo di sostanze psicoattive può compromettere la tua potenza sessuale e la fertilità.
  • Un consumo di alcol troppo elevato diminuisce la produzione di testosterone, con un conseguente atrofizzazione dei testicoli e aumento del rischio d’impotenza.
  • Il consumo cronico di canapa o di cocaina può comportare una formazione ridotta di spermatozoi.
  • Durante la gravidanza della tua partner dovresti sostenerla e rinunciare anche tu al consumo di sostanze psicoattive.
  • CONSIGLI PER LE DONNE

    In quanto donna il peso del tuo corpo è, mediamente, inferiore a quello di un uomo. Anche il tuo metabolismo è diverso e se consumi sostanze, per sentirne lo stesso effetto di un uomo, ti basta una dose minore.
  • ecstasy, speed e cocaina sopprimono la fame e incentivano l’attività corporea. Alcune donne tentano così di dimagrire. Se pesi poco o hai disturbi legati all’alimentazione dovresti rivolgerti ad un centro di consulenza. I disturbi dell’alimentazione sono malattie croniche gravi da non sottovalutare.
  • La perdita di liquidi e l’elevato stress conseguenti al consumo di ecstasy possono aumentare il rischio di infezioni delle vie urinarie (per esempio cistiti o uretriti).
  • Se consumi regolarmente sostanze come ecstasy, speed o cocaina puoi sviluppare una carenza di vitamine e sostanze minerali che possono progressivamente condurti a soffrire di malnutrizione e insonnia.
  • Se fai uso regolare di sostanze, le tue mestruazioni possono divenire irregolari. Fai attenzione perché puoi comunque restare incinta! Se ti astieni dal consumo per dei periodi più lunghi, il tuo ciclo può normalizzarsi. Vomito e diarrea – effetti collaterali comuni delle sostanze psicoattive – possono limitare l’effetto della pillola contraccettiva.
  • Se sei incinta o stai allattando il tuo neonato non dovresti fare uso di sostanze psicoattive.
  • Specialmente alcol, ecstasy e cocaina, ma anche la nicotina, possono gravemente compromettere lo sviluppo del feto e causare parti prematuri di neonati sottopeso.
  • Doghe e stupro. Negli ultimi anni si è verificato un aumento degli stupri legati alla somministrazione di droghe.
  • CONSIGLI PER LA SALUTE

    • Non dimenticare di bere acqua a sufficienza (3-5 decilitri all’ora) per prevenire la disidratazione.
    • Se sei in un locale, fai delle pause frequenti e prendi un po’ d’aria fresca per permettere al tuo corpo di rigenerarsi (chill out!)
    • Informati sulle droghe che intendi consumare ed evita di mischiare diverse sostanze per non rischiare danni alla salute (vedi mix di droghe).
    • Se fai uso di polveri, segui le regole del “safer sniffing”
    • Non consumare mai sostanze da solo e tieni d’occhio le tue amiche e i tuoi amici.
    • Anche se sei sotto l’effetto di una sostanza, mantieni un sufficiente contatto con la realtà per tutelare la tua salute. Proteggiti in caso di rapporti sessuali, ricordati di usare sempre il preservativo! Anche un solo rapporto non protetto può comportare una gravidanza indesiderata o il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS e l’epatite!
    • Proteggi le orecchie dalla musica a volume troppo alto: potrebbe comportare danni permanenti al tuo udito. A molti party vengono distribuiti gratuitamente tappi protettivi: usali!
    • Dopo il consumo, e tra un consumo e l’altro, prenditi il tempo per elaborare la tua esperienza e per permettere al tuo corpo di recuperare.

    DRUG, SET E SETTING

    Non esiste nessuna ricetta infallibile per passare un bel fine settimana. Una cosa però è certa: se non stai bene con te stessa/o, nessuna droga ti aiuterà a sentirti meglio. Le droghe amplificano unicamente gli stati d’animo positivi e negativi che dipendono in larga misura dalle tue aspettative, dalla tua condizione fisica, dallo stato d’animo (set), dal dosaggio della sostanza (drug), e dall’atmosfera che ti circonda (setting). 

          
    Drug, set e setting hanno quindi un’influenza decisiva sui modi di consumo e sull’effetto delle sostanze.
    Se decidi di consumare degli stupefacenti corri dei rischi. Prenditi tutto il tempo necessario per riflettere, fai delle pause dopo il consumo e tra un’esperienza e l’altra.
    Drug (Dosaggio)
    Paracelo diceva sempre “È la dose che fa il veleno”.
    Con il termine drug intendiamo tutto ciò che ha a che fare con la droga stessa: la sostanza consumata ed il dosaggio. Il dosaggio determina l’effetto influenzando la percezione, il vissuto e le emozioni.
    Ricorda, ad esempio, che le droghe da party sono illegali, prodotte in laboratori clandestini e non puoi mai sapere quanta sostanza attiva vi è contenuta. Attento al dosaggio!
    Set (stato d’animo)
    Con il termine di “set” si definisce il tuo atteggiamento personale interiore, le tue aspettative relative all’effetto della droga, la tua condizione fisica e il tuo stato d’animo al momento dell’assunzione. Le esperienze negative e positive che fai con le diverse sostanze sono, in ultima analisi, un’espressione del tuo mondo interiore. L’effetto delle droghe può quindi amplificare degli stati d’animo negativi come paura, insicurezza e tristezza.
    Setting (contesto)
    Con il termine di “setting” s'intende l’ambiente in cui si assume la sostanza: il luogo, la cerchia delle persone presenti così come le influenze positive o sgradevoli alle quali sei esposto. Nell’ambiente in cui consumi sostanze dovresti sentirti al sicuro e a tuo agio. È perciò importante scegliere consapevolmente l’ambiente per il consumo prima dell’assunzione, mettendosi d’accordo con altre persone, tenendosi d’occhio ed evitando di lasciare qualcuno da solo.

    I miei rave erano suoni e sogni

    Le feste illegali come espressione di libertà. Tribù che vivevano sui camion attraversando l'Europa e occupavano fabbriche con musiche e luci. Il racconto anonimo di uno dei pionieri di quella stagione. Mentre ora dominano spaccio e business

    I miei rave erano  suoni e sogni
    Una partecipante a un rave
    Foto di Mattia Zoppellaro
    Adesso quando si parla di rave è solo questione di cronaca nera: notizie drammatiche, ragazzi che muoiono per overdose o per una pasticca avvelenata. Un tempo il rave era altro: quello che ne resta è solo il contorno marcio che negli anni è cresciuto ai margini, fino a fagocitarlo e distruggerlo. È per questo che ho accettato di raccontarlo: un tempo parlarne sarebbe stato un tradimento. La sua forza è sempre stata l'alone di mistero che lo circondava e lo rendeva impalpabile al modo esterno. Adesso questo non serve più, anzi, penso che per tutte quelle persone che come me ci hanno creduto, che più di me li hanno fatti nascere e crescere, sia giusto distaccarsi dalla degenerazione di oggi. Non trovo più quella coscienza che gli dava ragion d'essere, che rendeva i free party non solo un'occasione di ballare e sballare, senza limiti e senza regole: adesso vedo situazioni dove qualcuno si può arricchire, trasformandole solamente in business.

    Quando tredici anni fa ho conosciuto i rave party ero poco più che adolescente, in un mondo un po' più accessibile ai ragazzi di quanto lo sia oggi. Che lasciava più libertà e più possibilità di espressione. Non era ancora nata la stagione dei divieti, della guerra alla movida e della demonizzazione di ogni divertimento giovanile. Il rave era distante da tutto: totale distacco dal sistema in cui viviamo, senza cercare di combatterlo ma neanche di confrontarsi con le sue regole. Lo si capiva già dalla scelta degli spazi. Riportava la vita in quegli edifici diventati fantasmi: i luoghi dove in passato i lavoratori smettevano di essere persone e venivano usati come ingranaggi. Fabbriche abbandonate, capannoni industriali ridotti a scheletro, senza più il cuore meccanico, pulsante, produttivo.

    Lì volevamo andare, per l'enorme disponibilità di spazio, per l'acustica particolare, per la possibilità di crearci dentro un altro mondo fatto di persone, musica, cani. Al centro, come fosse un nuovo cuore, c'era il sound system: un muro di casse potente migliaia di watt. Il resto sorgeva come d'incanto. Spuntavano fontane di fiamme e giocolieri che illuminavano il buio con il fuoco, installazioni meccaniche colossali e performance che contaminavano tutte le arti. Questo magma partoriva la Taz, acronimo inglese per 'zona temporaneamente autonoma', totalmente libera. Per un periodo da tre a sette giorni nasceva un altro universo, con i suoi equilibri. Equilibri che percepivi solo vivendoci dentro. E una sola regola dominante: 'La festa sei tu!'.

    Era l'espressione di una nuova cultura: quella dei traveller, un movimento nato in Inghilterra alla fine degli anni '80. Persone che le feste le organizzavano, le facevano muovere di paese in paese, di cultura in cultura. Spostando generatori, impianti audio, video, strutture meccaniche; viaggiando su veicoli militari, vecchi camion e autobus trasformati in case o magazzini mobili. Tutto questo era una tribe: una comunità di persone, cani, bambini, che viveva su quei mezzi e si spostava come fosse un circo, in carovana. Ognuno aveva un suo ruolo: chi suonava, chi costruiva le casse, chi montava l'impianto del suono, chi riparava i camion, chi creava le performance. Non esisteva il profitto. Tutti i ricavi, quelli degli alcolici venduti nei giorni del party e quelli delle droghe, servivano solo per vivere: per viaggiare, organizzare altre feste, migliorare le attrezzature.

    Le tribe si spostavano in continuazione per tutta Europa e talvolta anche oltre, coinvolgendo sempre più persone, creando sempre più Taz. Così altre tribù sono entrate in contatto inventando i teknival, la massima espressione di questa stagione: enormi feste che fondevano un miscuglio di giovani diversi fino a farne un'unica cosa, legate dallo stesso spirito anarchico ma non ideologico, dalla musica di più sound system. Intorno, fuori, lo stupore: l'impossibilità di bloccare questo movimento. La polizia? Era confusa, impreparata. Quando una pattuglia fermava quella carovana, si scatenava il caos. Una confusione senza violenza, semplicemente disarmante. Dai camion scendevano in massa ragazzi vestiti di nero, coperti di tatuaggi e piercing, con moltitudini di cani: c'era chi cominciava a mettere musica, che parlava inglese, francese, spagnolo, ceco, italiano. Quei camion avevano targhe e documenti di altri paesi, forse falsi, impossibili da controllare. Un incubo per gli agenti d'ogni nazionalità che preferivano lasciarci passare. Tanto - pensavano - finché rimangono ai margini, finché stanno lontani dal sistema civile che fastidio danno?

    Questo caos era libertà: di spostarsi, occupare temporaneamente spazi inutilizzati e anche di far girare sostanze stupefacenti. Droghe che venivano prese in Olanda, in Inghilterra, alla fonte, là dove venivano fabbricate e non ancora manipolate. Si vendevano a prezzi politici, la qualità era garantita e a nessuno conveniva tirare pacchi: avresti perso rispetto e credibilità. Non era permesso ad esterni di venire a fare il proprio business, mettendo in circolazione acidi sballati, ecstasy tagliata male. Eroina e cocaina restavano fuori. Infatti in Campania la camorra ha vietato subito i rave, sparando contro i camion, per non vedere crollare il suo monopolio e i suoi prezzi.

    I luoghi venivano scelti con attenzione: fabbriche senza più proprietari che potessero sporgere denuncia, lontane dai centri abitati, senza ambienti pericolanti. Poi si organizzava la festa. All'inizio il Web non esisteva. Le informazioni giravano a voce o attraverso i flyer: manifestini che venivano distribuiti solo in quegli ambienti. Indicazioni che comunque non segnalavano il luogo, ma un meeting point in cui trovarsi, per poi partire insieme. Questo sistema garantiva la sicurezza e la riuscita della festa. Proteggeva lo spirito dei partecipanti: un equilibrio che funziona fino a quando ognuno è cosciente dei grandi rischi ma anche delle grandi possibilità che incarna una situazione così libera. Se qualcuno si sente male o si prende male, la festa si trasforma in un bad trip per tutti. Quella forte empatia trasmetteva felicità, serenità, complicità ma al tempo stesso poteva diventare un canale riservato alle paure, alle paranoie e all'aggressività. Dentro il rave le parole e le formalità lasciavano spazio agli sguardi, alle sensazioni vissute da tutti. In tutto questo la musica ha un ruolo fondamentale: è veloce (da 180 a 200 battiti per minuto), scandita da bassi martellanti, arricchiti da suoni quasi psichedelici. Tutti ballano in una trance collettiva. La musica non si interrompe mai, occupa tutto il rave, ne scandisce il ritmo: si sostituisce al tempo, fino a farne perdere la cognizione, fino a trasmettere un senso di libertà totale. Nella festa si può ballare fino a crollare, ma anche mangiare, dormire, esplorare ogni angolo della Taz . Mettersi in macchina e uscirne solo quando ce la si sente. Tutti insieme, proteggendo la tribe dalla polizia con la forza del gruppo.

    Mi ricordo un teknival organizzato nel 2001 sul Monte Grappa, nell'ex base Nato, durato più di una settimana, con tribe provenienti da Italia, Francia, Inghilterra, Cecoslovacchia, Spagna: decine di migliaia i partecipanti. La Digos arrivò a festa iniziata, senza sapere che fare. Stupiti, aspettavano fuori. B. - una di quelle persone che i rave li aveva fatte nascere, li viveva, ci suonava - gli andò incontrò con piglio milanese e li accompagnò dentro. La ricordo mentre mostrava agli agenti il muro di casse alto 4 metri, mentre gli presentava i gruppi stranieri: "È un festival di musica elettronica e di incontro tra realtà underground europee". Loro increduli, chiesero solo che entro una settimana tutto scomparisse, nello stesso modo in cui era comparso: 'E senza casini!'. E così fu.

    Alcune tribe si spinsero in Bosnia prima e in Serbia più tardi sfidando guerre etniche e raid della Nato, per portare la loro energia nei palazzi dilaniati dalle bombe. Il movimento continuava ad allargarsi. E questa crescita poco alla volta ha segnato la fine della stagione che ho conosciuto. Le notizie diffuse su Internet hanno aperto le porte dei rave a chi non ne condivideva i valori. Cominciarono a nascere decine di nuove tribe, che però avevano perso la filosofia libertaria diventando solo organizzatori di eventi illegali. Occasioni di profitto e divertimento, nulla di più. Iniziarono a comparire sempre più spacciatori di professione, ladri, malintenzionati, felici di poter approfittare di persone troppo 'fatte' per proteggersi. Diventò presto un fenomeno sociale: in Francia ogni fine settimana venivano intasate autostrade, deturpate zone verdi, o distrutte strutture. Erano all'ordine del giorno gli stupri, le violenze, i ragazzi morti. Le tribe delle origini sono fuggite, in cerca di terre vergini: nel nuovo mondo, in Sudamerica. Altri si sono dati alla musica creando etichette indipendenti. O al circo. E di quel mondo adesso è rimasto poco o nulla.

    testo raccolto da Gianluca Di Feo